Chi sa, certe volte, tacere?
Se vuoi amore devi sapere come dire l’amore…
Se vuoi odiare devi imparare, certe volte, a tacere…
Spesso si sente dire “non so come dirti quanto ti amo”…
Mi chiedo: perché nessuno mai dice “non so come dirti quanto ti odio”?
Perché il mondo è pieno di parole spese per esprimere l’odio e quando vuoi “dire l’amore” non sai come fare?
Solo un mucchio di parole cattive buttate al vento in tantissime discussioni che ogni giorno abbiamo, parole negative, che non portano a NULLA, non portano al confronto e quasi mai litigando si risolve qualcosa… Penso che bisognerebbe trovare il coraggio di dire BASTA in una discussione prima che questa diventi solamente fatta di insulti e di cattiverie dette uno verso l’altro…
Quando litighiamo non siamo più noi…diciamo cose assolutamente fuori dal normale, se ci potessimo riascoltare probabilmente la maggior parte di noi si vergognerebbe di se stesso…
Penso che bisognerebbe imparare a tacere, a riconoscere il momento in cui le parole diventano solo e solamente un modo per dare aria alla bocca, bisognerebbe saper capire che arriva un punto in cui potresti dire qualsiasi cosa, qualsiasi concetto espresso nel migliore dei modi ma che servirebbe solamente a peggiorare la situazione… Non lo decidiamo noi, ma quel momento arriva, e lì bisogna tacere.
Per chi vive di musica come me, lo dice anche Baglioni:
“…finimmo prima che lui ci finisse, perché quel nostro amore non avesse fine…”
-Mille giorni di te e di me di Claudi Baglioni-
Sicuramente chiunque almeno una volta nella vita l’ha sentita, e anche io l’avevo fatto prima di riascoltarla un mesetto fa… Ma ho sentito qualcosa di diverso dalla prima volta, ogni singola frase è un piccolo tutto in un mondo immenso, ogni singola parola spiega qualcosa che ad ognuno di noi almeno una volta nella vità tornerà utile…
Ecco, se siete tra quelli che l’avete ascoltata per caso una volta e poi basta, esiste “youtube”…ruba pochi minuti della vita frenetica che so appartenere a tutti… ma concedetevi questi minuti di riflessioni…
Buona vita, ^Cri^
Non so come nasca questo post, ma una cosa la so: non ho bisogno di YouTube per ricordare una delle più toccanti canzoni d’amore di tutti i tempi. Inizio a cantarla nella mia mente dal primo istante in cui leggo il testo che hai scritto ed improvvisamente mi ritrovo a trattenere i singhiozzi ascoltando quelle parole e quel pianoforte che le accompagna.
Ricordi su ricordi mi assalgono, impossibili da cacciare indietro nei loro cassetti, ricordi di storie andate, di pensieri pensati in sofferenza, di parole bagnate da lacrime e ferite.
Ma ad un tratto mi fermo e no, non ci sto più. Perché deve esserci qualcuno dopo di me? Perché non poter lottare a denti stretti per l’amore e verso l’amore? Nessun altro obiettivo, solo amare incondizionatamente la stessa persona per tutta la vita, fino a quando ci ritroveremo vecchi e stanchi a guardare il mare seduti su una panchina, ma anche allora, ci ameremo.
“Io e te che facemmo invidia al mondo, avremmo vinto mai contro un miliardo di persone”
Certo che si può vincere. La volontà è l’arma più potente e lo sto verificando sulla mia pelle ora dopo ora. Voglio smettere di credere che “per tutta la vita” sia l’eccezione alla regola. Perché è forse vero che solo il 50% delle coppie arriva al matrimonio – o anche di meno – e di queste il 50% si separa. Ma c’è chi ce la fa, chi si conquista il suo “per sempre” in questa vita e ancora dopo 60 anni insieme ha il coraggio di dirsi “ti amo”. Perché ci vuole coraggio ad amare e ancora di più a continuare ad amare. È una battaglia continua verso tutto ciò che ci circonda, tentazioni, cattiveria, comodità, interessi, denaro, noia, stress, tutto.
“Volevo averti e solo allora mi riuscì quando mi accorsi che ero lì per prenderti”. “In questo addio, io mi innamorerò di te”.
Come a dire che l’innamoramento, il vero amore, nasce solo quando l’amore è finito. Che ci si rende conto di quello che si ha solo quando lo si perde. Questo no, non lo accetto più. L’ho creduto per così tanto tempo, l’ho dato per vero e accettato. Sai quando Baglioni ha scritto questa canzone? Quando è finita la sua storia con la moglie, quando hanno smesso di lottare. È troppo facile smettere di lottare e poi credersi ancora innamorati o nuovamente innamorati. Non è comodo – perché fa comunque male – ma è PIÚ comodo.
Perché smettere di lottare, dirsi addio e poi, solo dopo, ricordare quanto ci si amava? Perché non ricordarlo prima? Perché non stringere forte gli occhi e fare un elenco nella nostra mente di tutto ciò che ci ha tenuto insieme per anni, di quanto eravamo follemente innamorati i primi mesi? Perché non parlare prima? Perché non provarci di più e di più e, se non basta, ancora di più? Nella mia vita non voglio cedere alla comodità in amore. Voglio cedere ai compromessi, quelli reggono tutto. Voglio sentirmi, se devo, scomoda, stanca, non amata, in bilico, senza passione, arrabbiata, delusa, triste, sconfortata, annoiata e nonostante tutto continuare a lottare. Perché niente è facile, specialmente vivere un’intera vita con la stessa persona di cui arrivi a conoscere ogni singolo neo dopo i primi due anni. Richiede fatica, lavoro – constante lavoro –, impegno, ferrea volontà. Ma anche un figlio lo richiede, per esempio. Cosa ci fa pensare allora, che sia normale divorziare da un marito, ma non da un figlio? Niente, perché non è normale. Le persone si conoscono, si amano e se si scelgono per tutta la vita, lottano per la loro scelta per tutta la vita. Non ci sono pause, né scuse. Punto.
Io lotterò a denti stretti, sempre e a dispetto di tutti. E mi auguro che tu – che hai vissuto come me il dolore di una separazione – faccia lo stesso. Perché possiamo farcela.
~Carlotta
Cacio, certe volte nascono dei post come quello… è nato dopo un periodo veramente difficile…un periodo tutt’ora difficile… non mi riguarda indirettamentema ma mi fa nascere un gruppo in gola appena ne sento l’odore… tu sai, e non sai allo stesso tempo…
Mi capita spesso di pensare: quanto vorrei che fosse qui la mia sorellona…per poter parlare con qualcuno che non sia sempre e solo mamma, perchè per quanto sia fantastico starci insieme, rimane sempre il fatto che siamo tanti e che non è facile confrontarsi sempre con le stesse persone…vorrei che fossi qua perchè vorrei raccontarti cosa vedo in questo mio ultimo piccolo pezzo di vita, un SOLO capitolo che spero si chiuda presto…calma, sto parlando solamente di una parte…
La scuola in questo periodo mi opprime e non riesco mai a sentirti…che brutto abitare lontani e non potersi sentire MAI, mancare di tutte le vie di comunicazioni possibile con una parte importantissima della mia vita…ma troverò il tempo di raccontare…devo trovarlo perchè…ti ricordi il nostro patto? Con o senza voglia…con o senza tempo…ma sempre insieme, comunque… sapere sempre dove e cosa sta facendo l’altra…non lo stiamo molto rispettando quel patto vero?
Cacio…apprezzo quello che hai scritto…tantissimo! Mentre lo leggevo son dovuta a tornare a leggere un paio di frasi che penso siano veramente fantastiche…
La maggior parte delle persone ancora adesso quando parlo loro di me, dicono sempre e solo: “14 anni? 400 km? nooooooooo…”
Beh, non vorrei mai più sentirmelo dire…mi rende la persona più incompresa sulla faccia della terra… tutti i sacrifici che sto facendo per mantenere questo rapporto FANTASTICO…nonostante questi “fottutissimi” 400 kilometri…
E mi dicono: “Ma così ti rovini l’adolescenza” e mi dicono “Ce ne sono tanti qui a Ferrara”… ma non sanno quello che dicono…
Ce ne sono tanti, verissimo, ma non sono lui, e io voglio lui!
L’adolescenza non me la rovino…stiamo parlando della mia vita…di quello a cui IO tengo, di cosa IO voglio provare quando lo sento parlare…
Stiamo parlando di una cosa che io non riesco a spiegare ancora…perchè sì, sono sempre stata una romanticona, ma non pretendevo di trovare l’amore a 14 anni…non pretendevo di sentire tutto questo così, subito…
E già il primo giorno mi sembrava di morire se non lo vedevo…
IL PRIMO GIORNO…
E adesso voglio solamente stare con lui….Aspetto l’università, aspetto di poterlo vivere totalmente, giorno su giorno vivere le sue paure, i suoi sogni, le sue ambizioni, la sua allegria, il suo sorriso..Voglio litigare con lui come fanno la maggior parte delle coppie… voglio litigare con lui e poi fare pace e ridere insieme su tutto quello susccesso…
Vorrei che non finisse mai…
Ho 14 anni, si, lo so!
Purtropppo ancora adesso quando me lo chiedono devo rispondere nello stesso modo…
Ma giuro, che mentre scrivevo le ultime righe mi ne ero completamente scordata…14 anni? chi?!
Non io, non adesso e non dopo tutto quello a cui sto guardando in faccia… Voglio potermi sentire più grande…
Perchè so di non avere 14 anni…
Vorrei poter vedere il volto tenero e stupito dei miei figli (e dei miei nipotini a maggior ragione) quando alla domanda: “Quando hai conosciuto papà?” io gli risponderò: “Quando tutto il mondo credeva che io avessi 14 anni”
^Cri^
Cucciolina. Lo so quanto sia difficile essere lontane, ma so anche che se c’è qualcuno che so non perderò mai – con tanto impegno e tanta volontà che questo non accada – quel qualcuno sei tu.
Ti assicuro che appena avrai internet, se il miracolo accadrà mai, potremo sentirci molto di più che quei 20 minuti in aula computer quasi nascosta perché la prof non ti becchi. E potremo davvero fare parte l’una della vita dell’altra. Fino ad allora dovremo stringere i denti e accontentarci di quelle poche chiacchierate in cui cerchiamo di assorbere il più possibile l’una dall’altra e mantenere così, a tratti, il nostro patto – che nonostante le difficoltà stiamo cercando di rispettare.
Ammetto che anche queste nostre conversazioni fugaci hanno il loro fascino: mi piace la gioia immensa che provo quando ti vedo connessa e la sensazione che nient’altro conti più in quel momento se non parlare con te e sapere di te. È come per due innamorati lontani (per caso ne sai qualcosa?)… i momenti di incontro diventano linfa vitale. E noi siamo proprio innamorate l’una dell’altra!
Anche se tu hai solo 14 anni! (In qualche modo devo sdrammatizzare, se non rischio che mi affoghi in una piscina di lacrime! Meno male che sai nuotare!).
La persona più incompresa sulla faccia della terra? Che cucciola che sei! Sappi che nessuno, se non chi ti ama davvero e incondizionatamente, ti comprenderà su questa terra. E in più non importa! Non importa davvero che gli altri ti comprendano a patto che tu sia serena e soddisfatta delle tue scelte.
Chi ti dice che ti rovini l’adolescenza non sa di cosa sta parlando. Come quelli che per sollevarti il morale quando una storia è finita ti dicono: “Ce ne sono milioni là fuori e migliori di lui”. Hai ragione, sono tutte cavolate che non devi nemmeno considerare. Tu vai per la tua strada, “non ti curar di loro, ma guarda e passa”.
Ma su una cosa sbagli. Non rinunciare – mentalmente perché fisicamente è impossibile – alla tua età. Hai 14 anni? Viviti i tuoi 14 anni. Hai 14 e vivi una situazione familiare di merda? Difendi i tuoi 14 anni ancora più fortemente. Hai 14 anni e un fidanzato che vive a 400 km di distanza? Vivilo ancora da 14enne, anche se vuoi e già speri che sia per sempre. Il “per sempre” arriverà a suo tempo, se dovrà arrivare e se entrambi lo vorrete fortemente. Hic et nunc. Perché il tempo è l’unica cosa che non è contrattabile e quando passa è passato. Sì, frase scontata, ma immensa verità che pochi ricordano. Godiamoci questi anni che viviamo, io i miei 23 e tu i tuoi 14, senza volere sempre di più di quello che abbiamo, perché un giorno potremo rimpiangere.
Sai che ti ho sempre detto che da quando ho conosciuto Alex ho un forte desiderio di diventare mamma presto? Ma perché? Perché bruciare le tappe e non goderci prima quello che abbiamo e poi quello che può venire? L’esperienza di un figlio può aspettare qualche anno, ma la nostra vita di coppia senza vincoli e responsabilità per altre creature, quella no. Quella passa e non torna più. Come non torneranno più i tuoi 14 anni.
Io non parlerò mai più con le mie amiche come quando avevo 14 anni, non desidererò mai più le cose che desideravo a 14 anni, non vedrò mai più la vita come la vedevo quando avevo 14 anni. Ma i miei 14 anni li ricordo e ricordo che allora non lavoravo ancora: un anno dopo già avrei rimpianto quell’idillio per sempre, perché quando si inizia non si smette più. A 14 anni volevo averne molti di più e forse avrei potuto se mamma non mi avesse frenata e rallentata. Per questo le sarò sempre grata. E se ora non vedi vantaggi o lati positivi nell’avere 14 anni, una sola cosa posso sirti: SFORZATI E TROVALI. Con tutta te stessa, obbligati. Perché, malgrado tutto, hai 14 anni e non di più.
E quando i tuoi nipotini ti chiederanno quando hai conosciuto papà, tu gli risponderai “Quando avevamo 14 anni e nessuna vera responsabilità. Bei tempi, quelli!”.
Perchè non lanciamo un’idea alla nostra Ministra all’Istruzione?
Tra le prossime materie di studio vogliamo la
‘Gestione sentimenti negativi’, in slang GSN.
Nemmeno i genitori, coloro che per i figli dovrebbero essere indicatori di direzione, saprebbero insegnarla. Quando essi stessi, i cosiddetti adulti, incontrano chi in loro sollecita l’odio, la rabbia, l’incoerenza o la delusione, diventano asini sui banchi di scuola e meriterebbero tante insufficienze.
Di questo chiedo scusa a tutti i figli del mondo, anche a me!
mamma